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venerdì, 08 giugno 2007

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ElBaradei: Il Trattato di non Proliferazione (Nucleare) cade a pezzi perchè i giovanotti continuano a fare affidamento sulle armi nucleari.


Trascritto dal CASMII (Campagna Contro le Sanzioni e l’Intervento Militare in Iran)

4 Giugno 2007 – Clik sul banner per l’originale dell’articolo

L’8 maggio 2007, il Dott. Mohamed ElBaradei, capo dei controllori ONU per il nucleare, ha rilasciato una rara intervista alla BBC sull’attività dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. A dispetto del valore cruciale di quanto da lui detto, nel delineare le ragioni per cui non viviamo in un mondo sicuro, l’intervista è stata trasmessa solo dopo circa un mese e molti punti sono stati largamente omessi dalla BBC stessa e da altre fonti di informazione.

In questa intervista, il reporter della BBC Rob Broomby parla con il Dott. ElBaradei del programma nucleare Iraniano e dello stato del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Il capo dell’IAEA biasima gli stati dotati di armi nucleari per non aver adempiuto gli impegni di disarmo previsti dal TNP aspettandosi allo stesso tempo che gli stati non in possesso di armi nucleari accettino ispezioni aggiuntive in loco. Spiega inoltre il collegamento diretto tra non proliferazione e senso di sicurezza e come “i nuovi pazzi” di Washington abbiano contribuito ad indebolire il TNP, con il “due pesi e due misure” e l’invocare un intervento militare.

AIEA (Agenzia Internazionale per Energia Atomica) vista da vicino: un anno con i detectives nucleari sarà trasmesso dalla BBC Radio 4 2000 BST il 7 giugno 2007

Rob Broomby: Alla fine della storia, un anno di vita dell’agenzia molto eccitante e traumatico, lei cosa pensa stia succedendo, con particolare riguardo alla storia dell’Iran e alla crisi con l’Iran. Siamo vicini ad una soluzione secondo lei?

Mohamed ElBaradei: dipende, io penso che potremmo essere molto vicini ad una soluzione, per 2 ragioni: la gente, io credo, col passare del tempo sta cominciano a realizzare che l’unico modo per risolvere la questione è provare a sedersi intorno ad un tavolo di negoziato e trovare la soluzione. Sta diventando sempre più chiaro che la cosiddetta questione nucleare è parte inscindibile della intera questione di sicurezza dell’area e…

Rob Broomby: Questo non sta ancora succedendo, no?

Mohamed ElBaradei: Non sta succedendo, ma io penso, vedo molta più consapevolezza del fatto che non si risolve la questione semplicemente adottando più sanzioni o più pressioni, questi sono utili come segnali all’Iran che la comunità internazionale non è felice riguardo a certe loro attività, ma insieme a questo, c’è veramente il bisogno di avvicinarsi a loro e come il processo andrà avanti determinerà il quando noi avremo una soluzione. Non penso il problema sia se troveremo la soluzione, penso che il problema sia quando avremo la soluzione.

Rob Broomby: Lei pensa tuttavia che loro vogliano armi nucleari? Non mi è chiaro ancora se l’agenzia pensa che loro vogliano armi nucleari o no

Mohamed ElBaradei: Noi siamo, d’altra parte, neutrali su questa questione. Abbiamo detto prima che la giuria è ancora fuori da questa questione. Abbiamo visto alcuni…

Rob Broomby:
Ma lei guida gli ispettori, non è il suo lavoro sapere se essi vogliono armi o no?

Mohamed ElBaradei: Questo è quello che stiamo cercando di fare. Ci sono ancora questioni in sospeso e io non giungerò a frettolose conclusioni su questo tema ne su nessun altro. Ci sono questioni direttamente collegate agli argomenti di guerra e pace e noi dobbiamo, prima di dare giuidizi, dobbiamo veramente essere certi di non emettere verdetti prima di essere assolutamente certi, abbiamo esaminato tutte le evidenze e gli Iraniani non sono ancora comunicativi riguardo ad alcune evidenze, e noi diciamo che non abbiamo visto evidenze concrete che questo sia un programma di armamento, ma d’altro canto, abbiamo ancora domande che necessitano di risposte prima di poter dire che questo è un programma esclusivamente a fini pacifici.

Rob Broomby: Ma loro non si comportano come una nazione senza niente da nascondere, intendo dire il modo in cui si comportano con i suoi ispettori, il modo in cui trattano la comunità internazionale, sembra uno stato con qualcosa da nascondere.

Mohamed ElBaradei:
Bene, ognuno ha il suo modo di vedere. Essi cooperano con noi nell’implementare l’accordo di sicurezza. Ovviamente vorremmo che loro collaborassero in maniera più estesa. Perché loro hanno, come ho detto ripetutamente, hanno nascosto attività per molti anni e per noi ricostruire la storia di quei programmi richiede la loro piena collaborazione e la massima trasparenza che non abbiamo visto fino ad ora. Essi collegano la loro cooperazione ai negoziati con gli Europei e con gli Americani. Ho detto loro che devono dirci tutto riguardo alla storia del programma, se non lo farete noi non potremo dire che questo è un programma pacifico e se non saremo in grado di dire che è un programma pacifico, continuerete ad avere problemi con la comunità internazionale e probabilmente il Consiglio di Sicurezza continuerà ad adottare sanzioni. Quindi, è nell’interesse dell’Iran invertire la rotta e cooperare pienamente con l’AIEA.

Rob Broomby: Uno dei vostri stati membri, gli Stati Uniti, è assolutamente certo, l’ambasciatore Schulte lo ha detto al vostro primo incontro e non credo abbiano cambiato idea riguardo al fatto che questo è un programma di armamenti.

Mohamed ElBaradei: Bene, penso che se si guarda alla retorica o alle affermazioni che vengono da Washington e da altri posti nell’ultimo paio d’anni si nota una certa attitudine. 2 o 3 anni fa Mr. Bolton diceva che questo è assolutamente un programma nucleare, a quel tempo ho detto chiaramente che non avevamo nessuna evidenza concreta in quella direzione.

Rob Broomby: Ma perchè dovrebbero avere un programma clandestino se non fosse per gli armamenti?

Mohamed ElBaradei: Leggendo con attenzione quello che è stato detto, sia in Inghilterra, sia negli USA, dicono che gli Iraniani hanno l’ambizione di sviluppare capacità nucleare a scopi militari, l’ambizione o l’intenzione. Non c’è…

Rob Broomby: Forse inquietudine?

Mohamed ElBaradei: Se c’è l’intenzione, è molto diverso leggere le intenzioni e noi non leggiamo le intenzioni, noi guardiamo ai fatti. Il fatto che loro per anni abbiano lavorato di nascosto, la giustificazione Iraniana, non sto dicendo che sia giusta o sbagliata, l’argomentazione Iraniana è che dopo essere stati per 20 anni sotto sanzioni, non avremmo potuto avere gli impianti per l’arricchimento o le conoscenze in merito, così abbiamo lavorato in segreto. Questo è..

Rob Broomby: Ho capito quello che ha detto, sta dicendo che crede che loro avessero ambizioni di avere armi nucleari?

Mohamed ElBaradei: No, sto dicendo che loro hanno l’ambizione di sviluppare capacità di arricchimento, non c’è dubbio su questo, abbiamo detto che loro hanno bisogno, devono acquisire le abilità tecniche, le conoscenze, le capacità per arricchire l’uranio, non c’è dubbio su questo. Ma avere capacità di arricchimento e sviluppare armi sono due cose differenti. Ci sono paesi che hanno impianti di arricchimento, alcuni stati che non hanno armi nucleari, il Giappone, il Brasile, la Germania, questo non vuol dire automaticamente che se hai questo, avrai immediatamente armi nucleari.

Rob Broomby: Ma lei pensa che sia quello che vogliono?

Mohamed ElBaradei: Arricchimento, non c’è dubbio, penso che siano…

Rob Broomby: Sto parlando di armi… lei pensa…

Mohamed ElBaradei: No, come ho detto, non sono nella posizione a questo punto, di dire che loro stanno sviluppando ora un programma parallelo di armamenti. Se hanno avuto l’intenzione nel passato quando il programma è partito a metà degli anni 80, se quell’ambizione c’è ancora, ma quando parlo di programma di armamenti nucleari devo guardare strutture nucleari non dichiarate e nascoste, devo vedere materiale utilizzabile per armamenti, e non abbiamo visto niente di tutto questo. Vede, se nel profondo del loro cuore loro vogliono quello, io non posso leggere cuori, non posso leggere intenzioni. Leggo fatti reali e mi piacerebbe, penso che potremmo imparare tutti, molto attentamente, dall’esperienza Iraqena, non abbiamo bisogno di montare polveroni, abbiamo bisogno di lavorare in maniera sistematica, dando importanza ai fatti. Certamente, sia che loro abbiano l’intenzione, sia che non la abbiano, una cosa è chiara, loro non sono ad oggi un chiaro e pressante pericolo e questa non è solo la mia opinione, questa è l’opinione del MI6, questa è l’opinione della CIA. Anche se avessero l’intenzione di sviluppare un programma di armamenti nucleari, sono ancora lontani dai 5 ai 10 anni da questa impresa e questo per me significa che c’è bisogno di investire il nostro tempo nello sviluppare una globale e pacifica risoluzione sulla questione,  questo significa inserire la questione nucleare in un appropriato contesto che è parte integrante dell’insicurezza globale e regionale del medio oriente.

Rob Broomby: Ma loro hanno preso in giro la comunità internazionale, incuranti sul come si è arrivati lì, hanno ignorato una intera serie di sanzioni e risoluzioni contro di loro, mh… questo è un problema, no?  Un paese che sfida la vostra autorità in qualità di agenzia e Consiglio di Sicurezza.

Mohamed ElBaradei: Loro hanno sfidato l’autorità del Consiglio di Sicurezza, e questa non è ovviamente una cosa buona, ma loro dicono questo è un nostro diritto, il Consiglio di Sicurezza ha oltrepassato i limiti, questo è qualcosa, ovviamente non è buono, ma questo avvia una serie di questioni, come il Consiglio di Sicurezza possa gestire le questioni della Non Proliferazione..

Rob Broomby: Che cosa gli dirà, perchè lei gli parlerà a breve se l’arricchimento continuerà?

Mohamed ElBaradei: Penso che se niente di inaspettato succederà nelle prossime due settimane, riporterò il fatto, cioè che loro stanno continuando il loro programma di arricchimento. Non credo che gli Iraniani stiano mantenendo nessun segreto a riguardo. E’ un problema il fatto che siamo su un sentiero di confronto. Il Consiglio di Sicurezza sta dicendo una cosa e gli Iraniani ne dicono un’altra e come ho detto, è necessario estendere il confronto, perché non credo che il confronto da solo, come ho detto, possa risolvere la questione. Non c’è soluzione militare a questo problema. L’uso della forza potrebbe essere catastrofico come ho detto numerose volte. Dobbiamo capire le ragioni degli Iraniani e gli Iraniani devono capire le preoccupazioni della Comunità Internazionale, e abbiamo bisogno di conciliare le differenze e trovare una strada. La questione principale ora, che sta realmente bloccando il negoziato, è la questione della sospensione. E’ diventata una questione di principio da entrambe le parti e noi dobbiamo trovare una soluzione che come ho detto, assicuri che nessuno perda la faccia. Io penso che nessuno voglia che l’Iran perda la faccia e ovviamente la comunità internazionale non vuole compromettere la sua posizione…

Rob Broomby: Lasciando da parte la diplomazia, mi piacerebbe farle una domanda riguardo a cosa c’è in campo al momento. Ci sono rapporti che danno a 3000 il numero di centrifughe, è corretto?

Mohamed ElBaradei: No, potrebbero forse in pochi mesi, in un paio di mesi potrebbero essere a 3.000, ma comunque 3.000 non è un numero magico. Voglio dire, dipende quando si parla di scala industriale.. questo fa parte del problema, spiegare come…

Rob Broomby: 3.000 in giugno, potrebbero essere 10.000 per la fine dell’anno…

Mohamed ElBaradei:
Sì, potrebbero essere qualche centinaio in più per la fine dell’anno. Comunque, quando si parla di scala industriale, e se si necessita di abbastanza centrifughe, per esempio per alimentare un reattore, si ha bisogno di 54.000 centrifughe. Così 3.000, se si parla di processo di arricchimento per usi pacifici, sono molto molto lontane dalla capacità industriale

Rob Broomby: Lei sa che l’ambasciatore USA Schulte fece un discorso la scorsa settimana dicendo che in un anno con 3.000 centrifughe si ottiene abbastanza uranio per una bomba nucleare.

Mohamed ElBaradei: Sì, ma questo richiederebbe anche che loro uscissero dal TNP, perchè fin che sono sotto il controllo dell’AIEA non saranno in grado di aumentare l’arricchimento dal 5% al 90%. Bisogna supporre… questo è quello che ho detto fino ad ora, quando lei parla dell’Iran di oggi, lei parla di stime di rischio futuro. Questo è lo scenario che si presenterebbe se l’Iran avesse 3000 centrifughe, se l’Iran uscisse dal TNP, se loro volessero sviluppare armi nucleari, se loro volessero perseguire una politica aggressiva nel medio oriente…

Rob Broomby: Ma questa è una paura reale, loro potrebbero intrattenervi a parlare e dopo potrebbe esserci una crisi proprio quando loro sono quasi pronti

Mohamed ElBaradei: Bene, se c’è una crisi, come ho detto ci vorrebbe un anno, e questo scenario di crisi potrebbe aprirsi con l’Iran, potrebbe però succedere con qualsiasi altro paese, è successo con la Corea del Nord e naturalmente noi non vogliamo che succeda di nuovo ma come ho detto io guardo allo scenario generale. E’ necessario lavorare affinchè l’Iran non esca dall’accordo, bisogna lavorare affinchè l’Iran e nessun altro paese provi a sviluppare armi nucleari e qualsiasi altra arma di distruzione di massa e la chiave sinceramente è fare in modo che ogni paese si senta sicuro quanto basta, fare in modo che nessun paese abbia l’incentivo a sviluppare armi nucleari. Questo è molto più complicato, questa è diplomazia creativa.

Rob Broomby: Lei pensa che le sanzioni stiano facendo effetto, lei che è sempre stato critico rispetto a questa via, pensa che le sanzioni da sole stiano dando frutto, stiano lavorando, stanno portando a una soluzione?

Mohamed ElBaradei: Beh, di nuovo, ci sono diverse opinioni. Io penso che le sanzioni possano lavorare in termini di riorganizzazione a livello di politica interna, ma non ho visto cambiamenti nel consenso nazionale in Iran..

Rob Broomby: Ci sono alcuni che pensano che non ci saranno altri passi avanti, infatti l’ultimo buon affare risale a 3 anni fa

Mohamed ElBaradei: Bene, il consenso in Iran, dobbiamo capire che loro hanno bisogno di aquisire l’arricchimento dell’uranio perchè in fin dei conti è la strada per il potere, il prestigio e l’influenza e sfortunatamente non hanno torto. Tutti i paesi che effettuano l’arricchimento sono quelli che hanno maggior importanza e influenza sul mondo. Dobbiamo rompere questo circolo vizioso, la connessione tra arricchimento e deterrenza. Ci sono molti paesi che stanno pensando: bene, se ho gli strumenti per fare l’arricchimento probabilmente starò bene economicamente, ma in definitiva è buono anche poter mostrare ai miei vicini che ho gli strumenti per sviluppare armi nucleari nel raggio di tempo di un anno.

Rob Broomby: Ma questo è preoccupante. Non si tratterebbe di un programma civile. Sarebbe un fattore di preoccupazione se questa fosse la strategia dell’Iran.

Mohamed ElBaradei: E’ un fattore di preoccupazione per l’Iran, è un fattore di preoccupazione per qualsiasi altro paese. Il fatto di avere la capacità come hanno è un diritto garantito dal Trattato di Non Proliferazione, di arricchire l’uranio o riprocessare il plutonio. Il fatto che qualsiasi paese ha il diritto di avere la sua industria di arricchimento significa che i margini di sicurezza che abbiamo sono esigui perché la percezione di sicurezza può cambiare in una notte e se si guarda l’asia orientale, se si guarda la Corea del Nord, il fatto che la Corea del Nord abbia sviluppato le sue armi nucleari ha molte implicazioni e può averne molte anche sui paesi vicini. Pochi mesi fa il Giappone disse che bisognava parlare del fatto se loro possano avere armi nucleari o no. La questione sollevata dall’Iran va oltre l’Iran ciò significa che dobbiamo creare sicurezza anche quando la percezione di sicurezza delle nazioni cambia, loro non hanno a disposizione il materiale nucleare da poter impiegare per sviluppare armi nucleari. Quindi la questione Iran è una questione seria, ma questa questione solleva molti problemi fondamentali riguardo all’efficacia del Trattato di Non Proliferazione e del controllo degli armamenti. E noi siamo qui per affrontare entrambe. Parlo con i suoi ufficiali, la questione iraniana, ma tratto anche con i funzionari pubblici, tratto il quadro globale e quello che sto dicendo è che dobbiamo fare molto di più.

Rob Broomby: Adesso la grossa missione per lei e per quelli con cui sta trattando è che entrambe le parti si impegnino, c’è questo complicato balletto  e lei può fare in modo che le due parti si parlino tra loro. Un suggerimento che lei ha dato è stato di avere un periodo di “raffreddamento” in cui le sanzioni cadono e l’arricchimento si ferma, un time-out come l’ha chiamato. Molta gente ha detto che il Dr. El Baradei facendo così va oltre i suoi compiti, equiparando il crimine alla punizione.

Mohamed ElBaradei: Oh, non credo di avere nessun incarico. Ho un compito in qualità di servitore civile internazionale. In qualità di persona che è responsabile dell’organizzazione, come ha detto Tony Blair recentemente e altri, come custode del regime di non proliferazione. Non voglio che questo regime venga meno.

Rob Broomby: Quelle sanzioni furono adottate perchè le regole sono state infrante, e lei chiede a entrambe le parti di fermarsi insieme.

Mohamed ElBaradei: Infatti questo è parte della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, quindi non sto facendo niente di nuovo. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza che impone le sanzioni dice che se l’Iran sospende, noi siamo pronti a sospendere. La risoluzione stessa ha questa clausola di sospensione incorporata. Quello che sto cercando di fare, è sviluppare con le parti in causa la sequenza, metterla in pratica. Francamente credo che fare i moralisti, decidere chi ha ragione chi ha torto, chi è il criminale chi è la polizia, questo è buono se si sta scrivendo una dissertazione accademica, ma quello che mi preoccupa ora è evitare un confronto o una guerra, noi ancora…

Rob Broomby: Questa è tuttora una preoccupazone reale per lei?

Mohamed ElBaradei: E’ altamente improbabile, e io spero che sia altamente improbabile, ma non voglio vederlo succedere. Penso che anche l’Iraq era altamente improbabile e abbiamo ora 700.000 persone che sono morte. Quando mi sveglio ogni mattina e vedo centinaia di Iraqeni, civili innocenti che muoiono io veramente, non ho nessuna simpatia per chi dice che sto lavorando sotto incarico. Non ho incarico diverso dal fare in modo che non si entri in guerra, o che si impazzisca uccidendosi l’un l’altro.

Rob Broomby:
Ma quando lei incontra per esempio persone da Washington o altre potenze occidentali, e loro dicono che questo è davvero importante, lei ha l’impressione che questo sia ancora in agenda?

Mohamed ElBaradei: Questo cosa?

Rob Broomby: Bombardare.

Mohamed ElBaradei: Non credo questo, voglio dire tutto quello che ho sentito da tutte le parti in causa ai più alti livelli è che tutti sono improntati ad una soluzione pacifica. Ma io posso garantire questo? Non posso ed è per questo che dico che voglio evitare che si arrivi ad un confronto ad un punto in cui non ci sono altre opzioni. Non voglio dare argomenti aggiuntivi ai “nuovi pazzi” che vogliono farci andare a bombardare l’Iran.

Rob Broomby: Chi sono i “nuovi pazzi”? Di chi stiamo parlando?

Mohamed ElBaradei: Beh, sto parlando di quelle persone estremiste che hanno una visione estrema e considerano l’unica soluzione imporre il loro volere con la forza

Rob Broomby: Sta parlando dei membri del regime USA? Perché il governo USA ha detto cose di questo genere non molto tempo fa

Mohamed ElBaradei: Bene, non sono d’accordo, non ero d’accordo prima e sfortunatamente di nuovo ci troviamo a pensare all’esperienza terrificante dell’Iraq per mostrare i limiti del potere. Il mondo è diventato troppo complesso, troppo complicato e non si può imporre il proprio volere semplicemente usando la forza. Bisogna veramente capire le persone in base alla loro origine, bisogna comprendere le cause di fondo e bisogna adottare un approccio pragmatico. Bisogna analizzare le differenze e ricomporle

Rob Broomby: Sì voglio solo chiederle ancora una volta se lei ha chiamato George Bush o l’ambasciatore Schulte o qualsiasi altra persona USA della cui fermezza abbiamo parlato, “un pazzo”?

Mohamed ElBaradei: No, no, assolutamente no. Non ho parlato di nessuna di queste persone. Le persone possono essere risolute, io sono risoluto, quando tratto con l’Iran o qualsiasi altro paese, sono più deciso che posso, perché devono capire di avere degli obblighi legali e devono mostrare trasparenza e  devono valutare le risoluzioni internazionali. Non è una questione di fermezza; è una questione di approccio. E’ il modo in cui si affrontano le cose. Si può essere fermi e pragmatici ed è quello che io penso di essere. Sono risoluto e sto provando ad usare tutti gli strumenti in mio possesso e anche di più. Ma devo anche capire cosa è possibile e cosa no.

Rob Broomby: In virtù delle sue origini egiziane capisce meglio di altri il modo di pensare dell’area? E’ questo che pensa quando incontra il genere di persone di Washington che vede questo in bianco e nero?

Mohamed ElBaradei: Non credo questo. Sinceramente ho passato la maggior parte della mia vita in occidente e non in Egitto. Ma penso che più si sta in giro e più si capisce che se si deve trattare con un paese in America Latina o in Africa o in Medio Oriente, le reazioni della gente sono le stesse. La gente ha bisogno di sentirsi sicura. Ha bisogno di mantenere il proprio orgoglio. Nessuno vuole perdere la faccia. La gente vuole sentirsi trattata onestamente.

Rob Broomby: Ho idea che quello che vogliono gli Iraniani è un insieme di cose, e che l’insieme non appare se ci concentriamo sulla questione del nucleare…

Mohamed ElBaradei: Non c’è dubbio su questo. Penso che gli Iraniani lo stiano dicendo da anni anni che vogliono un insieme di cose, la questione nucleare è solo la punta dell’iceberg. Vogliono la normalizzazione dei rapporti commerciali. Vogliono vedere ristabiliti i rapporti diplomatici. Vogliono essere riconosciuti come una potenza regionale. Fondamentalmente è una questione di competizione per il potere nel medio oriente e l’Iran non è l’unico giocatore in campo. Ci sono molti paesi arabi, gli USA, gli Stati Europei, per questo la questione è molto più complicata di quanto ho detto io. E ognuna delle parti in causa ha risorse che possono essere usate sia in positivo che in negativo. L’Iran potrebbe essere una forza stabilizzante in Iraq, in Libano, nella questione Palestinese e potrebbe quindi aiutare nella stabilizzazione della regione. Quindi la cosa molto frustrante è che entrambe le parti hanno bisogno dell’altro per costruire un Medio Oriente stabile e in pace e ora siamo ad uno stallo e non in grado di avanzare sul fronte dei negoziati. Non mi riguarda, non è una cosa di mia competenza ma molta gente sta provando a trovare una via per far sedere al tavolo dei negoziati le due parti con qualsiasi modo che permette a tutti di non perdere la faccia.

Rob Broomby: Passiamo rapidamente a parlare dello stato del TNP, lo stato del regime di non proliferazione in generale. Quando le chiesi, nel nostro primo incontro, sembrava messo maluccio.  Guardando ora l’anno passato non sembra messo meglio, vero?

Mohamed ElBaradei:
Non va meglio. Il regime fa acqua da tutte le parti. Oggi mentre stiamo parlando, negli ultimi 10 giorni il TNP non trova un accordo sugli argomenti in agenda. Questo da la misura dello stato dell’arte. Le ragioni sono ovvie. Viviamo in un mondo che fa affidamento sulle armi nucleari, qualsiasi paese che non si sente sicuro come l’Iran, o la Corea del Nord o qualsiasi altro stato è tentato di sviluppare in qualche modo armi nucleari perché vedono i “giovanotti” continuare a fare affidamento sulle armi nucleari. Come la decisione della Gran Bretagna di ammodernare il Trident (n.d.Talib sistema missilistico), io ho dichiarato pubblicamente che questo è assolutamente il messaggio sbagliato. Perché non si può dire a tutti che le armi nucleari non vanno bene per loro ma se si guardano in giro vedono il mondo incerto, il pericolo imprevedibile e quindi devono ammodernare il loro arsenale nucleare; Siamo nel 21 secolo e tutto questo a dispetto dei chiari impegni presi per smantellare il nucleare negli anni 70.

Rob Broomby: Lei pensa che non siano limitati a quello?

Mohamed ElBaradei: Penso che occora vedere azioni concrete volte al disarmo nucleare. So che gli UK sono uno stato che più ha ridotto gli armamenti; ma tutti gli stati dotati di armi nucleari senza eccezioni stanno rimodernando i loro armamenti e anche solo parlarne durante una controversia può significare che le armi nucleari potrebbero essere usate. E’ mandare un messaggio al resto del mondo, se vuoi proteggerti, devi sviluppare i tuoi propri armamenti; se non vuoi armi nucleari, almeno sviluppa la capacità di arricchimento. Così viviamo sempre in un mondo che si appoggia sulle armi nucleari e quindi c’è molto cinismo tra i paesi che non possiedono armi nucleari: perché dobbiamo accettare ulteriori obblighi in termini di verifiche, in termini di controlli sul ciclo dei combustibili, mentre i paesi principali continuano ad avere mano libera nell’avere armi nucleari nel loro arsenale?

Rob Broomby: Lei pensa che rinnovare il Trident o arrivare ad una nuova generazione di bombe come qualcuno a Washington vuole fare sia in linea con il TNP? Possono questi stati farlo?

Mohamed ElBaradei: Se lei legge il TNP trova un impegno del 1970 per tutti questi paesi di muoversi verso il disarmo prima possibile; si faccia la domanda da solo; se rinnova il suo arsenale nel 21 secolo, 100 anni dopo l’impegno, possono questi 100 anni andare d’accordo con il “prima possibile”? E’ una giusta interpretazione dell’impegno a disarmare il prima possibile?

Rob Broomby: Lei sta usando le parole molto cautamente. Penso che lei stia provando a dire che non possono farlo. E’ questo?

Mohamed ElBaradei: Fondamentalmente dico che stanno lanciando il messaggio sbagliato. Non c’è dubbio su questo. Il messaggio sbagliato lanciato alla comunità internazionale. Se gli stati dotati di armi nucleari fossero veramente pronti a ridurre drasticamente i loro arsenali nucleari, le 27.000 testate da guerra che hanno, avrebbero molta più autorità morale per rivolgersi ai truffatori del mondo, a quelli che vogliono sviluppare armi nucleari. Ma fino a che diranno: fai quello che dico e non quello che faccio, continuerà ad esserci questo cinismo e gli stati che non hanno armi nucleari continueranno a pensare perché dobbiamo accettare di avere le mani legate e perché non possiamo decidere di sviluppare queste armi nel caso la nostra sicurezza fosse minacciata? Viviamo ancora in un mondo in cui la sicurezza di alcuni popoli è più importante di quella di altri. Dobbiamo vivere sotto un ombrello nucleare mentre gli altri stanno in balia degli elementi e questo non è sostenibile.

Rob Broomby: Le chiedo brevemente circa la carriera perchè so che il suo tempo è prezioso. Poche settimane fa infatti c’erano molte speranze sul fatto che la Corea del Nord venisse a patti, lei e il suo ispettore Ollie Heinonen eravate la a preparare il terreno. Tutto è finito nelle sabbie mobili, no? Non ci sono sviluppi.

Mohamed ElBaradei: Non sono sicuro. Sono ottimista per quanto riguarda la Corea del Nord. Dipende dagli accordi sul Banko-Asia delta order (?)

Rob Broomby: Qualcosa dei loro affari bloccati?

Mohamed ElBaradei: Sì. E’ complicato a causa delle procedure legali degli USA e di altri posti e della Cina. Io spero ancora e tutti stiamo lavorando duro per assicurare che queste risorse siano concesse. Infatti le risorse sono state concesse ma la Nord Corea vuole essere certa di poterle usare liberamente e che nessuna banca possa ancora sequestrare il denaro. Una volta che questo problema è risolto, la Nord Corea continua ad assicurarci che sono pronti ad iniziare ad assolvere i loro impegni e che potremo congelare o eliminare gli impianti di riprocessamento. Questo sarebbe ovviamente il primo passo di un processo lungo e complicato, ma vedo la luce in fondo al tunnel che è stato nero negli ultimi 6 anni. Così sono speranzoso sulla Nord Corea e speranzoso sull’Iran. Con tutta la retorica che si ascolta, ci sono molte intelligenze da entrambe le parti e nessuno può permettersi che il confronto duri all’infinito. Nessuno può assumersi il rischio di arrivare al punto di dire che non ci sono altre opzioni se non l’uso della forza perché tutti da entrambe le parti capiscono che l’uso della forza è una catastrofe in una regione, il medio oriente, che è nel caos più di ogni altra parte del mondo.

Rob Broomby: Siamo più in pericolo di annichilimento nucleare o di una qualche sorta di esplosione nucleare ora di quanto lo eravamo durante la guerra fredda?

Mohamed ElBaradei:
Il Bulletin degli scienziati atomici, loro hanno questo famoso orologio del giudizio universale e hanno mosso le lancette dell’orologio a 2 minuti prima di mezzanotte ed è dal 1945 che la lancetta non è così vicina alla mezzanotte. In loro giudizio, siamo molto più in pericolo che mai e io lo capisco.

Rob Broomby: Lei condivide questa descrizione?

Mohamed ElBaradei: Condivido l’idea che siamo in una situazione più pericolosa e complessa a causa di tutti i nuovi avvenimenti degli ultimi anni causati dal traffico illecito di materiali nucleari, come non è mai stato, dai terroristi all’accanita ricerca di armi nucleari, dagli stati che attuano programmi nucleari non dichiarati. La tecnologia è allo scoperto e il senso di insicurezza è maggiore che mai. Le regole del gioco non sono veramente chiare. Durante la guerra fredda c’erano chiare regole del gioco. Queste sono state sostituite vorrei dire da un caos diffuso. Se mette insieme tutto questo, sì credo che siamo in una situazione più pericolosa. Non necessariamente gli USA contro la Russia. Noi contro di loro, nord contro sud o poveri contro ricchi o quello che vuole. Siamo in un mondo che non è in pace con se stesso, un mondo in cui è molto più facile acquisire tecnologia nucleare, un mondo in cui la militanza prende piede. Così sono preoccupato su molti fronti più di quanto non lo fossi 10 anni fa

Rob Broomby: Quando ho iniziato questo progetto, lei ne veniva da un imponente fuoco di sbarramento da Washington. John Bolton diceva chiaramente di non essere felice della sua leadership; Donald Rumsfeld era ancora sulla scena; Ora non ci sono più nessuno dei due e lei è ancora nel suo ufficio. Si sente vendicato?

Mohamed ElBaradei: Penso di avere più responsabilità di quanta ne hanno avuta loro. Quando si fa questo lavoro, non c’è nemmeno il tempo per pensare se mi sento vendicato o no. Quello che veramente vuoi tenere presente è di voler fare un buon lavoro; e fare un buon lavoro significa che quando me ne andrò voglio che ci sia un sistema di sicurezza che ci consenta di vivere ogni giorno senza essere sotto la spada di Damocle. Che una mattina ci svegliamo e vediamo metà della nostra civiltà distrutta per un errore del computer. Questo è il motivo per cui ho detto che non presto attenzione a chi dice che stiamo andando fuori strada; Non mi curo di questo. Le critiche che sento o vedo nel chiacchierio dicono che sono morbido con l’Iran, che supporto questo o quello o quell’altro, io mi guardo allo specchio ogni mattina e mi faccio questa domanda: c’è qualcosa di più che posso fare per rendere il mondo più sicuro? E questo è il mio criterio fino a che non finirà il mio mandato.

Rob Broomby: E’ più sicuro?

Mohamed ElBaradei: Sarebbe più sicuro se facessimo molte cose che non abbiamo ancora fatto. Penso che ci sia bisogno di capacità dirigenziale, abbiamo bisogno di guidare gli stati più importanti per esempio

Rob Broomby: Dopo aver seguito per 12 mesi i suoi ispettori e tutti i suoi professionisti molto da vicino, vorrei chiederle se l’aver avuto molti contrasti ha fortificato l’agenzia o se possano averla indebolita le zuffe e tutto il resto?

Mohamed ElBaradei: Bene, credo che fortunatamente da una prospettiva angusta siamo venuti fuori con molta più credibilità. Penso che l’Iraq abbia aiutato particolarmente a stabilire la nostra credibilità, alla fine dei conti eravamo nel giusto. Penso che la gente ci ascolti con molta più attenzione ora riguardo all’Iran. Abbiamo lavorato secondo le regole pochi anni fa e abbiamo detto che non c’era nessun programma di armamenti nucleari, avete visto un passo avanti nella retorica in USA e UK circa il programma Iraniano e sono felice di sentire questo. Ma questo ci mette sulle spalle anche maggiori responsabilità. Non possiamo permetterci di fare un errore e quindi dobbiamo usare tutto ciò che è in nostro possesso per essere certi della nostra decisione, dei tempi di decisione, delle basi su cui decidere, del modo in cui esprimere la decisione è cruciale perché potrebbe avere implicazioni per la pace o per la guerra. Molta gente mi chiede come dormo la notte! Bisogna fare i conti con la tensione e bisogna convivere con la tensione. Ma alla fine quando senti di essere in grado di spingere poco alla volta il mondo verso una maggiore umanità e sicurezza, prevale un grande senso di euforia. Non faccio questo da solo. Ho più di 200 persone che lavorano con me notte e giorno. Sono sicuro che lei ha incontrato molte di loro. Sono tutti assolutamente devoti alla loro missione. Siamo tutti molto emozionati perché serviamo la comunità globale. Noi non guardiamo.. Lei mi ha chiesto se io guardo da una prospettiva Egiziana o Europea, non lo faccio. Più a lungo si fa questo lavoro e più ci si rende conto che dimenticata la cultura, l’etnia, il linguaggio, il colore, tutti dividiamo la stessa speranza, la stessa aspirazione e vorrei fare il possibile prima di lasciare l’incarico per mettere la famiglia umana in qualche modo sulla strada giusta.

© June 2007 CASMII - http://www.campaigniran.org

Questo lo ha scritto talib alle 08:42 | link | commenti (3)
traduzioni, iran, casmii, elbaradei


Commenti
#1    09 Giugno 2007 - 22:56
 
FATE GIRARE IL PIU' POSSIBILE:

http://antagonismo.splinder.com/post/12587033/
utente anonimo

#2    14 Giugno 2007 - 17:53
 
ho letto un tuo commento su iran blog...e sono passato per vedere...
interessante, penso che tornerò presto...
un saluto libertario
orso
utente anonimo

#3    15 Giugno 2007 - 15:39
 
Grazie Orso della visita, ciao!
Silvia
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