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La serie di post di Miguel Martinez sulla questione Palestinese è impressionante, ne basterebbero ma voglio esagerare, 5 giornalisti così in italia.
Questo di seguito è un commento a questo post. Vive in maniera cristallina di vita propria, l'autore è Genseki, che nel blog Kelebek è linkato, ma quanto è azzeccato? tra le visioni di cielo.
spero di non essere invadente se mi intrometto nella discussione con Rosalucsemblog.
La sua domanda:
"Quale strategia politica informa la scelta di Hamas di lanciare razzi in Israele? "
È una formulazione contorta che equivale alla piú diretta e chiara:
"Ma perché caspita non si arrendono questi qua di Hamas a discrezione del vincitore?"
Ed è una bella domanda che è stata formulata molte volte in circostanze analoghe nella storia; mi pare anche da un certo Tucidide relativalemte e questioni "pelasgiche" nella sua opera "Le Guerre del Peloponneso" che consiglio vivamente di leggersi alla signora Rosalucsemmblog per distrarsi un pochino dall'orrore della realtá e per rendersi conto del fatto che lo sterminio di civili non è mica un'invenzione medioorientale, ma disgraziatamente piú antica.
Comunque, appunto, la domanda è: perché non si arrendono senza condizioni?
E la domanda nasconde un desiderio. Cioé che il nemico negozi nella peggiore delle condizioni possibile, senza cioè aver nulla da negoziare, potendo solo accettare le condizioni del piú forte.
Cosí che alla domanda si potrebbe rispondere con una controdomanda:
"Quale strategia politica informa la scelta di Israele di considerare pace solo l'annientamento del nemico? "
Perché per fare la pace bisogna che le parti in conflitto siano tutte in piedi. Se no non si tratta di una guerra come forma legittima della politica ma di guerra di sterminio come quelle di Giosué contro i cananei.
Certo dal punto di vista morale resta la domanda:
"arrendersi quando la lotta è senza speranza e significa solo accumulare dolore e morte di innocenti non é la scelta piú conforme alla ragione?"
A questa domanda possiamo solo accostarrci con timore e tremore noi che siamo lontani dalle bombe dal fosforo bianco e non con la petulanza di cui da prova
È una domanda terribile a cui nessuno dovrebbe mai essere costretto a rispondere.
Perché chi è costretto a stare dall'altro lato della spada, da quello della punta è costretto a stare nell'ignominia della disumanizzazione.
Per quanto riguarda il post di Martinez, mi pare che non si tratti di trovare una causa economica al conflitto. Non mi pare questo il senso di quello che scrive Martinez.
Mi pare piuttosto che si voglia dire che le condizioni del conflitto possono essere sfruttate da qualcuno per trarne vantaggi economici ed instaurare un sistema di selvaggio sfruttamento.
Il conflitto è l'occasione non è la conseguenza.
genseki

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