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giovedì, 21 luglio 2005

Avanti, in pieno spirito da "questo l’ho tradotto io" di Settimana Enigmistica memoria.
Qui su AlJazeera c’è il testo originale. L’autore è Scott Ritter, che non è un mullah, non è arabo, non è nemmeno musulmano. E’ un ex ufficiale dei marines che per sette anni (dal 1991 al 1998) ha partecipato alla missione di disarmo in Iraq come ispettore Onu.
Dai, se non altro quando tutti parleranno di Azerbaijan noi potremo dire "io lo so dov’è, lo so!"


La guerra USA contro l’Iran è già iniziata
di Scott Ritter

Gli americani, e con loro il resto del mondo, stanno iniziando a comprendere che il Presidente George Bush non solo mentì loro circa le armi di distruzione di massa in Iraq (pretesto fittizio per l’invasione ed occupazione del paese da parte delle truppe USA nel Marzo 2003) ma anche riguardo al vero iter che portò alla guerra. 
Il 16 Ottobre 2002, il Presidente Bush disse al popolo Americano "Non ho ordinato l’uso della forza. Spero che l’uso della forza non diventi necessario". 
Noi ora sappiamo che questa affermazione era una bugia essa stessa, perché il Presidente, a fine agosto del 2002, ha di fatto autorizzato le truppe USA ad iniziare le operazioni militari in territorio Iraqeno, operazioni già in atto nel Settembre 2002, quando l’aviazione militare USA, assistita dall’aviazione militare Britannica, inizio a bombardare obiettivi dentro e fuori la no-fly zone Iraqena, con l’obiettivo di impoverire la difesa aerea e il potenziale di comando e controllo iraqeno. Tali operazioni aprirono la strada alle perlustrazioni strategiche e poi alle azioni dirette delle Unità Speciali USA, operazioni contro specifici obiettivi all’interno del territorio Iraqeno, prima del 19 marzo 2003, data di inizio ufficiale delle ostilità. 
Il Presidente Bush firmò, nella tarda primavera 2002, un documento segreto con il quale autorizzava la CIA e le Unità Speciali USA ad inviare unità clandestine in Iraq con lo scopo di rimuovere dal potere Saddam Hussein. 
La guerra in Iraq iniziò nell’estate 2002, se non prima. (…) 
Quello che è successo in Iraq è da tenere a mente pensando agli eventi odierni riguardo alle relazioni USA-Iran. Come per l’Iraq, prima del Marzo 2003, l’Amministrazione Bush oggi parla di "diplomazia" e del desiderio di risoluzione "pacifica" della questione Iraniana. 
Ma i fatti parlano di un’altra linea, di guerra e di rimozione con l’uso della forza del regime teocratico che detiene il potere in Iran. 
Come per l’Iraq, Bush ha aperto la strada per il condizionamento dell’opinione pubblica americana con la compiacenza dei media, legando il regime dei Mullah ad un "asse del male" (con l’Iraq appena "liberato" e la Nord Corea ) e parlando dell’assoluto bisogno di "democrazia" per il popolo Iraniano.
"Liberazione" e "democrazia" sono diventate le parole d’ordine in nome delle quali la cricca neoconservatrice Americana formula ed esegue una politica estera di militarizzazione e guerra 
Con l’intensificarsi dei discorsi retorici di "liberazione e democrazia", gli Americani vengono messi al corrente che l’Iran è esattamente al centro della scena, in qualità di prossimo obiettivo dell’Amministrazione Bush. 
Ma gli Americani, come gran parte del resto del mondo, continuano a cullarsi in un falso senso di tranquillità, dovuto al fatto che tra Stati Uniti e Iran non c’è ancora stato un avvio convenzionale delle operazioni militari. 
Così, molti restano abbarbicati alla falsa speranza che quello che è successo in Iraq possa non avvenire in Iran, o non ancora. Ma è, appunto, una falsa speranza. 
In realtà la guerra tra USA e IRAN è già iniziata. Gli Americani stanno già sorvolando il territorio Iraniano, usando aerei telecomandati e altre più sofisticate tecnologie. 
La violazione dello spazio aereo di uno stato è un atto di guerra in sé. Ma la guerra con l’Iran è ben oltre la fase di raccolta di informazioni da parte dell’intelligence. 
Il Presidente Bush ha colto l’occasione datagli dall’enorme potere del dopo 11 settembre, per intraprendere una guerra globale contro il terrorismo e per iniziare una serie di operazioni segrete in Iran. 
Tra queste, le azioni – avallate dalla CIA - recentemente portate a segno dai Mujahadenn el-Khalq (MEK), un gruppo Iraniano di opposizione, un tempo guidato dal servizio di intelligence di Saddam Hussein, oggi al servizio della CIA. 
E’ un’ironia dal sapore amaro che la CIA utilizzi un gruppo riconosciuto come organizzazione terroristica, addestrato all’assassinio con esplosivi dalla stesse unità di intellicence del precedente governo di Saddam Hussein, le stesse che ora stanno massacrando in Iraq i soldati Americani. L’amministrazione Bush condanna le azioni terroristiche che avvengono sul suolo Iraqeno, azioni dello stesso tipo di quelle condotte dal MEK in Iran. 
(…) Ma gli atti di terrorismo del MEK in Iran pilotati dalla CIA sono solo una parte di quello che accade contro l’Iran. 
Al nord, nel confinante Azerbaijan, l’esercito USA sta facendo confluire una massiccia presenza militare, in quella che potrebbe diventare la base terrestre più importante al fine di prendere Tehran. 
L’interesse del Segretario della Difesa Donald Rumsfeld per l’Azerbaijan può essere sfuggito ai miopi media occidentali, ma la Russia e le nazioni dell’area Caucasica sanno bene che il ruolo dell’Azerbaijan nell’incombente guerra all’Iran è già stato scritto. 
Il legame etnico tra gli Azeri del nord dell’Iran e l’Azerbaijan era già stato sfruttato a lungo dall’Unione Sovietica durante la guerra fredda, e questo strumento per la manipolazione dall’interno è stato perfezionato dagli agenti paramilitari della CIA e dalle Unità Speciali USA che di concerto con l’esercito dell’Azerbaijan stanno organizzando Unità speciali in grado di operare all’interno del territorio Iraniano con attività di intelligence, azioni dirette e mobilitazione di oppositori ai Mullah di Tehran. 
Ma questo è solo uno dei compiti stabiliti dagli USA per l’Azerbaijan. L’aeronautica militare Americana operando dalle basi in Azerbaijan avrà molta meno distanza da percorrere per colpire obiettivi in Tehran e dintorni. 
In questo modo, quando le ostilità militari cominceranno, lo spazio aereo sopra Tehran potrà essere controllato dagli aerei USA 24 ore al giorno. 
Gli USA non dovranno impiegare gli antiquati piani della guerra fredda, per cui per muovere su Tehran occorreva partire dalle città di Chah Bahar e Bandar Abbas, nel Golfo Arabico. I Marines USA proteggeranno queste due città per la vicinanza con l’importantissimo Stretto di Hormuz, ma le difficoltà di avanzare da lì via terra sono eliminate. 
Una via molto più breve ora esiste. La strada che lungo il mar Caspio collega l’Azerbaijan a Tehran. 
Le operazioni militari sono già iniziate, l’esercito USA ha iniziato a dispiegare forze in Azerbaijan. I piani logistici prevedono il dispiegamento di forze di aria e di terra sul territorio dell’Azerbaijan. 
Considerando che la mole di supporto logistico, le risorse di comando e controllo richieste per ingaggiare una guerra con l’Iran sono già disponibili nella zona, grazie alla massiccia presenza USA in Iraq, i tempi saranno notevolmente ridotti, se comparati all’Iraq nel 2002-2003. 
L’attenzione dell’America e delle nazioni occidentali è ora concentrata sulla tragedia che si sta consumando in Iraq. C’è molto bisogno di discutere sulle ragioni che stanno dietro a questa guerra e sul fallimento del dopo-guerra. Questi argomenti sono finalmente all’ordine del giorno negli Stati Uniti e ovunque nel mondo. 
In condizioni normali questo rappresenterebbe una buona cosa. Ma con l’attenzione di tutti rivolta agli eventi del passato, molti potrebbero non accorgersi del crimine che l’Amministrazione Bush sta per ripetere in Iran. Una guerra di aggressione illegale, basata su false premesse, portata avanti senza nessun riguardo né per il popolo Iraniano né per il popolo Statunitense. 
Molti Americani, e con loro i maggiori media americani, non vedono questi segni di guerra e aspettano una formale dichiarazione di apertura delle ostilità, un momento confezionato apposta per le TV così come è stato il 19 Marzo 2003. 
Ora è chiaro che la guerra in Iraq è cominciata molto prima. Allo stesso modo, sarà la storia a mostrare come la guerra in Iran non comincerà con una simile dichiarazione dell’Amministrazione Bush, ma sarà già in corso, fin dal Giugno 2005, quando la CIA ha dato il via agli attentati terroristici del MEK in IRAN.

Questo lo ha scritto talib alle 16:33 | link | commenti
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